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Domenica, 05 Settembre 2010
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9/6/2009 La Stampa web
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| "Bute stupe" e doggy bag: per non sprecare vino e cibo |
Caro vita ma non solo: il buon vino (e il buon cibo) non si deve mai buttare via. Così, alcuni ristoranti hanno ideato un progetto, seguiti a ruota da siti specializzati. Per non sprecare denaro, riscoprire sane abitudini e non sentirsi in colpa.
LA "BUTA STUPA"
Il termine "buta stupa" deriva dal dialetto piemontese e significa "bottiglia tappata". In pratica, se durante una cena al ristorante si avanza del vino il ristoratore fornisce al cliente un tappo e un sacchetto. Così il cliente potrà chiudere la sua bottiglia e portarla a casa, dove la finirà nei giorni successivi.
Il progetto Buta Stupa nasce nel 1999 da un’idea del giornalista Sergio Miravalle. Finora hanno aderito numerosi ristoranti e locali, con grande sollievo da parte di molti clienti, che non portano più via furtivamente la loro bottiglia sentendosi quasi in colpa...
Per conoscere quali locali hanno aderito al progetto cliccate su www.butastupa.net oppure verificate di persona: i ristoranti associati espongono gadget e adesivi. A Torino, per esempio, potrete portare a casa la vostra "buta stupa" da Oryza, in Via Bertola 57, oppure all’Antica Bruschetteria Pautasso, in Via Cesana 54.
DA WWW.DIGI.TO.IT - MARA DALMAZZO | | www.lastampa.it |  |
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 | | Buta Stupa™ è un marchio registrato |
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